Lettera al Governo Immediatezza attuazione del Fondo Indennizzo Risparmiatori Traditi

Illustre Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte
Illustre Vice Presidente e Ministro on. Di Maio Luigi
Illustre Vice Presidente e Ministro sen. Salvini Matteo
Illustre Vice Ministro on. Bitonci Massimo, Illustre Vice Ministro on. Villarosa Alessio
Nel ringraziarVi per avere iniziato a concretizzare i Vostri impegni del contratto di Governo M5S-Lega 18/05/2018, a seguito degli innumerevoli incontri in questi mesi, nei quali avete dimostrato la massima attenzione alle richieste dei risparmiatori traditi per la tutela del diritto al risparmio, portando all’istituzione del fondo indennizzo risparmiatori espropriati, unico esempio al Mondo del quale tutti i risparmiatori ve ne elenchiamo i motivi.

Ringraziamenti

1) per avere già salvato alleviando 560 risparmiatori che hanno ottenuto il 30% tra il 30 Novembre e dicembre 2018, con gli € 25 milioni del decreto milleproroghe già stanziati precedentemente ;

2) per avere semplificato al massimo la procedura di accesso al fondo tramite il MEF, da attuare entro il 31/01/2019 ;

3) per avere messo a disposizione del fondo tutti i conti dormienti disponibili dal conto 3382 Tesoro di € 1,575 Miliardi già scaduti e prescritti, da attuare entro il 31/01/2019;

4) per avere inserito nel fondo le piccole imprese (25000) che se ci sarà immediatezza molte si potranno ancora salvare, da attuare entro il 31/01/2019 ;

5) per avere ampliato la platea dei risparmiatori a oltre 350000 risparmiatori con tutte le 11 banche messe in liquidazione coatta amministrativa dal 15/11/2015 al 01/01/2018, da attuare entro il 31/01/2019 ;

6) per avere inserito i risparmiatori del terziario, da attuare entro il 31/01/2019 ;

7) per avere confermato che gli 80.000 risparmiatori che erano stati costretti a transare nel 2017 con il 15%, da attuare entro il 31/01/2019 ;

8) per avere salvato il principio della tutela del risparmio come dall’art. 47 dell Costituzione, da troppi anni dimenticato, calpestato e cancellato ;

D Day: 31 gennaio 2019

Ora l’aspettativa è quella che parta il fondo con il decreto attuativo entro il 31/01/2019.

Il troppo tempo trascorso è stato causa di eventi ormai irreparabili e ogni giorno che passa aumenta una lista infinita di situazioni estremamente gravi che dopo avere perso tutti i loro risparmi accantonati nelle quote di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza e delle altre 8 Banche aspettano con ansia una concretezza di attuazione.

Alcuni esempi di risparmiatori traditi

a) Socio 21503892

che ha perso la moglie per un ictus a causa del dispiacere di avere perso tutti i loro risparmi accantonati in Veneto Banca, ora anche lui in grossa difficoltà economica avendo un figlio disabile, con il rischio che gli venga portato via dagli assistenti sociali

b) Socio 31845828

che a seguito delle continue notizie negative sul fondo è stato colpito da ischemia celebrale e ci scrive dall’ospedale di Castelfranco Veneto

c) Socio 35606532

che nonostante la sua disabilità gravissima è da anni che continua esausto con appelli a tutta la politica , stanco di leggere, stanco di andare avanti, stanco e ancora incredulo per avere perso il suo risparmio, per lui vitale angoscia

d) Socio 7414137

che è stato trasformato da risparmiatore in debitore, in quanto aveva ordinato la vendita delle sue quote alla banca nel 2013, ma la banca con vari raggiri gli aveva fatto firmare un fido rinviando la vendita mai eseguita, trovandosi con l’innalzamento degli interessi dal 01/07/2017 di 20 punti percentuale, costringendolo a trovare qualcuno… a prestargli soldi per non perdere la casa, in quanto disoccupato.

e) Socio 1837536100

imprenditore, che aveva garantito con i suoi risparmi € 880.000,00 in quote di Veneto Banca i fidi della sua Ditta S.p.A. leader nazionale con 60 dipendenti; a seguito dell’azzeramento del valore gli furono chiusi i fidi e richiesto il rientro per € 700.000,00, portando la ditta al fallimento nel settembre 2017 lasciando a casa 60 padri di famiglie: ora il 05/01/2019 riceve decreto ingiuntivo da una finanziaria (che sembra abbia acquistato il credito al 10% = € 70.000) che ingiunge tramite decreto ingiuntivo il pagamento degli € 750.000,00 entro 30 giorni all’imprenditore garante, che non avendo questi soldi perderà i suoi beni che verranno cannibalizzati nelle aste immobiliari. Ma se l’imprenditore riceverà entro 30 giorni il suo 30% dal fondo potrà proporre una transazione di € 100.000,00 potendosi salvare la casa, ed evitare che vengano messi all’asta i suoi beni.

25.000 imprese a rischio fallimento nelle mani di SGA

Sottolineiamo che le le imprese a rischio di fallimento sono 25000, tutte nelle mani della SGA, e che devono essere salvate con l’attuazione immediate del fondo entro il 31/01/2019, ricordiamo che i beni a garanzia sono 200.000 per ex soci Banca popolare di Vicenza e 100.000 per ex soci di Veneto Banca, il rischio che anche solo un 10% di questi immobili vengano messi all’asta porterebbe a 30.000 esecuzioni (il doppio del 2016), e sarebbe una apocalisse economica sociale.

Appello finale

Ritenendo pertanto che l’emergenza sociale in atto possa essere definitivamente alleviata con l’iniziale ristoro del 30% chiediamo venga attuato nel più breve tempo possibile il fondo indennizzo risparmiatori.

In attesa della convocazione da parte del Ministero Economia Finanze con le altre associazioni della cabina di regia, nel ringraziarVi ancora una volta  porgiamo cordiali saluti.

Patrizio Miatello, presidente associazione Ezzelino III da Onara

FONDO RISPARMIO TRADITO UN SOGNO CHE SI REALIZZA

L’inizio di un cambiamento epocale Fondo Risparmio Tradito inizia a essere restituito

Con la legge di Bilancio approvata ieri 23/12/2018, è stato istituito il Fondo Indennizzo Risparmiatori per il risparmio tradito, un nostro sogno partito a luglio 2017 e che ha definitivamente confermato la truffa colossale di massa. Grazie ai conti dormienti da noi segnalati tutto si è potuto ora realizzare.

Il fondo prevede un indennizzo iniziale del 30% per gli azionisti (del 95% per gli obbligazionisti) con tetto massimo di € 100.000,00 e sulla base del prezzo di acquisto dei titoli, una corsia specifica dedicata ai risparmiatori in disagio,  la massima semplificazione di accesso tramite il Ministero Economia Finanze senza  più l’onere di un arbitro.

In base alle verifiche periodiche sull’utilizzo del fondo c’è la possibilità che la percentuale venga incrementata.

Anche le micro imprese potranno ricevere il 30%: sono migliaia a essere coinvolte con centinaia di migliaia di dipendenti e questo provvedimento potranno salvarsi proponendo transazioni o concordati.

Il fondo, così come è stato modificato, secondo noi non è soggetto a pericolo di blocco da parte dell’Europa, pertanto i punti che avevamo richiesto della massima semplificazione e immediatezza sono stati rispettati.

E stata ampliata al massimo la platea del risparmiatori con tutte le banche poste in liquidazione coatta amministrativa dal 15/11/2015 al 01/01/2018 (sono le due venete, le quattro risolte poi messe in L.C.A. e altre cinque piccole banche locali).

Chi volesse continuare o iniziare azioni legali per il recupero del rimanente potrà sempre farlo, pertanto non c’è la rinuncia.

Ora dobbiamo aspettare il decreto attuativo che dovrà essere fatto entro il 31/01/2019 e per il quale cercheremo di proporre ulteriori miglioramenti .

Certo tutti avremmo voluto di più ma quello che è stato ottenuto è “ una rivoluzione” del sistema finanziario vigente finora e un grande segno di cambiamento epocale che dobbiamo ricordare sempre.

E’ sicuramente un buon inizio di cambiamento che può almeno alleviare le sofferenze di migliaia di persone, che da troppo tempo erano in situazioni critiche e prive di ogni speranza, più volte sepolta con i diritti del risparmio.

Ma la nostra battaglia continua, iscriviti alla nostra associazione compila la pre-adesione al fondo risparmio tradito

Auguriamo un sereno Buon Natale.

Patrizio Miatello

Fondo Risparmio Speciale cambiamento epocale

Tantissimi auguri a tutti, il fondo risparmio tradito era solo un sogno ora inizia a essere realtà.
GRAZIE AL CAMBIAMENTO EPOCALE CHE HA PORTATO UN FONDO RISPARMIO TRADITO SPECIALE CON € 1,5 MILIARDI DAI CONTI DORMIENTI ABBANDONATI. GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE CI HANNO CREDUTO DA LUGLIO 2017, DOPO CHE OGNI, SPERANZA, DIRITTO ERA STATO CANCELLATO, SEPOLTO PER ESSERE DIMENTICATO.
Questo dimostra che la volontà di pochi che hanno tanto per avere di più cancellando i diritti universali, PUÒ ESSERE CONTRASTATA DA TANTI CHE HANNO SUBITO UMILIAZIONE, SOFFERENZA, CANCELLAZIONE, PER UN CAMBIAMENTO EPOCALE SPECIALE  

Fondo Risparmio Tradito incontro con il Governo

Roma 20 dicembre 2018
Roma 20/12/2018

Incontro con il Governo Sottosegretario Villarosa

E i Parlamentari
On. Ingrid Bisa Lega
Sen. Gianluiro Paragone

Governo sottosegretario Alessio Villarosa ha confermato la massima attenzione a tutte le proposte, anticipando che il fondo  rispecchierà le proposte dei Risparmiatori rispettando la massima equità in base le risorse i particolari verranno comunicati appena il testo di legge sarà approvato, previsto il voto per domani 21/12/2018

Le associazioni dei risparmiatori hanno nuovamente ricordato al Governo e i parlamentari di maggioranza  quanto segue:

Tenendo presente il pericolo che i conti dormienti possono non essere ulteriormente incrementati oltre la somma di € 1.575 miliardi (dato il risveglio gradito dei conti dormienti da parte delle banche a seguito disposizioni del M.E.F ) diventa fondamentale  che il fondo vada a suddividere la disponibilità in maniera equa secondo il principio del ristoro del RISPARMIO VERSATO DI CARICO.

E’ ingiusto e completamente sbagliato pensare che un Socio di Banca Popolare di Vicenza che abbia acquistato le quote nel 1998 pagandole a € 30,73 percepisca la percentuale del 30% sul valore di € 62.50 anno 2011, in quanto lo stesso percepirebbe il 61% del risparmio versato creando una disequità con il socio risparmiatore che le ha pagate a € 62,50 nel 2011,2012,2013,2014 e 2015 anni in cui i soci sono raddoppiati.

Ritenendo vitale salvare il principio del fondo e la suddivisione equa delle risorse dei conti dormienti prescritti stanziati di € 1,575 miliardi fra i risparmiatori del risparmio versato.

Sono stati inoltre ricordati i punti già proposti dalla cabina di regia
1) Va riconosciuto il ristoro anche a coloro che hanno continuato a detenere le azioni a seguito delle false comunicazioni. 
2) Va data massima semplificazione all’accesso al fondo per l’indennizzo iniziale del    30%  inteso a titolo di acconto anche per i 100 mila euro di tetto iniziale ;
3)Prevedere massima immediatezza e semplificazione dei procedimenti  per l’accesso al fondo da parte dei risparmiatori traditi;

4) Sospensione del contenzioso L.C.A., SGA per i risparmiatori e imprese traditi trasformati in debitori con l’azzeramento delle quote azionarie;
5) Sollecito a Banca Intesa San Paolo di quanto promesso e stanziato euro 100 milioni per i casi sociali con ulteriore stanzionamento di 400 milioni di euro.

Associazioni Risparmiatori traditi presenti

Cabina di regia  
Patrizio Miatello in delega prof Rodolfo Bettiol
tel 3357431389
1) Patrizio Miatello ass. Ezzelino III da Onara Giustizia Risparmiatori 
2) Milena Zaggia Movimento Risparmiatori Traditi
3)Antonio Tognoni Unione Nazionale Consumatori
4) Matteo Cavalcante ass. Per Veneto Banca
5) Ignazio Conte CODACONS
6) Massimo Campanella ADUSBEF
7) Riccardo Rocca
8) Barbara Venuti Consumatori attivi
9) Guerino De Santis Banche Centrosud        

FONDO RISPARMIO TRADITO AL SENTATO IL VIA AL RISPARMIO VERSATO

FONDO RISPARMIO TRADITO

Il via al Senato atteso per domani 20/12/2018 , 30% con il tetto di € 100.000 in acconto sul risparmio versato.

Comunque vada abbiamo fatto la storia , mentre altri perdevano tempo a ostacolare per poi copiare  e sparlare invece di collaborare, facendo perdere solo tempo e miliardi ai risparmiatori, datochè le banche ora risvegliano i conti dormienti e li ridanno ai legittimi proprietari, grazie a noi che facciamo solo cose concrete.

RISVEGLIATI I CONTI DORMIENTI FATTA LA STORIA MA ORA IL MILIARDO E MESSO DI € DEVE ESSERE DIVISO EQUAMENTE IN BASE AL RISPARMIO VERSATO, E CHI CI HA GIA’ GUADAGNATO DEVE SOLO STARE ZITTO.

Il Ministro Matteo Salvini incontra i Risparmiatori

Roma 27 Novembre 2018

Incontro al MEF
con il Sottosegretario Alessio Villarosa
e con la gradita sorpresa di partecipazione del Ministro Matteo Salvini.
Che ha dichiarato “se avrete bisogno che allarghiamo i gomiti per i Risparmiatori lo faremo

È stato confermato l’orientamento favorevole al recepimento delle proposte della Cabina di regia inviate l’11/11/2018 e 17/11/2018, in particolare :
1) Il ristoro del 30%  È UN ACCONTO
2) la valutazione del danno sarà semplificato legato alla violazione della legge che accerta la truffa colossale di massa
3) riconfermata la non rinuncia del danno non ristorato.

4) Verifica della possibilità    Sospensione e congelamento immediato di tutti i contenziosi, decreti ingiuntivi, richieste di rientro, interessi passivi in atto generati dalla truffa delle ex banche popolari attualmente gestiti dalla SGA società dello Stato, dalle L.C.A. delle 2 ex banche venete, per e opportune verifiche dei crediti deteriorati NPL.

La cabina di regia delle associazioni di risparmiatori
Prof.Avv. Rodolfo Bettiol Ass.Ezzelino III da Onara (Adusbef (Cavallari Fulvio), Casa del Consumatore (Bertorelli Elena), Consumatori Attivi (Puschiasis Barbara, Venuti Barbara), Ezzelino III da Onara (Miatello Patrizio), Movimento Difesa del Cittadino (Moschini Matteo), Movimento Diritti Europei (Calvetti Sergio), Movimento Risparmiatori Traditi (Giovanna Mazzoni,  Zaggia Milena), Per Veneto Banca (Cavalcante Matteo ), Risparmiatori Azzerati Carife (Baldi Eleonora ), Unione Nazionale Consumatori – Veneto (Tognoni Antonio per delega Bettiol Rodolfo)

Info Patrizio Miatello tel 3357431389

image

image

image

FONDO RISPARMIO TRADITO TAVOLO DI REGIA CON IL GOVERNO

Illustre Sottosegretario Alessio Villarosa

Illustre Sottosegretario Massimo Bitonci

A seguito del Vostro cortese invito a predisporre una proposta di sintesi dei vari emendamenti presentati all’art. 38 della legge di bilancio per il 2019, che istituisce il Fondo per il ristoro dei risparmiatori (di seguito: Fondo), convocate tutti referenti delle associazioni da voi indicate,  in data odierna si è riunita in Padova la cabina di regia delle associazioni di risparmiatori (Adusbef (Cavallari Fulvio), Casa del Consumatore (Bertorelli Elena), Consumatori Attivi (Puschiasis Barbara, Venuti Barbara), Ezzelino III da Onara (Miatello Patrizio), Movimento Difesa del Cittadino (Moschini Matteo), Movimento Diritti Europei (per delega Moschini Matteo), Movimento Risparmiatori Traditi (De Santis Guerino per delega Zaggia Milena), Per Veneto Banca (Cavalcante Matteo per delega Miatello Patrizio), Risparmiatori Azzerati Carife (Baldi Eleonora per delega Zaggia Milena), Unione Nazionale Consumatori – Veneto (Tognoni Antonio per delega Bettiol Rodolfo), già convocate e riunitesi l’11 novembre 2018 ad Onara di Tombolo PD.

Tali associazioni hanno nuovamente esaminato la normativa e, formulato una loro proposta (qui allegata), che tiene in considerazione anche gli emendamenti proposti dalla Lega (riportati in verde nel testo qui allegato. Le parti in giallo sono gli emendamenti proposti dalla cabina di regia).

In occasione di tale incontro, su espressa Vostra richiesta, è stato nominato un referente della cabina di regia individuato nella persona del Prof. Rodolfo Bettiol.

 

Capo III
Misure a tutela dei risparmiatori
Art. 38
Fondo per il ristoro dei risparmiatori

 

  1. Per il ristoro dei risparmiatori come definiti al comma 2 che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza, anche di primo grado, del giudice, anche penale, o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (A.C.F.), in ragione della violazione, posta in essere antecedentemente l’instaurazione del rapporto tra intermediario finanziario e risparmiatore e/o vigente tale rapporto, della legge penale e/o degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento e/o ad altre operazioni di investimento relative ad azioni, quote di partecipazione e, fatto salvo quanto previsto dal comma 12 e 12bis, altri strumenti finanziari successivamente convertiti o rimborsati in azioni emesse da banche aventi sede legale in Italia poste in liquidazione coatta amministrativa, dopo il 16 novembre 2015 e prima della data del 1 gennaio 2018, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un Fondo di ristoro (di seguito il “Fondo”) con una dotazione finanziaria per il 2019 di 1.575 mln/€, per il 2020 di 275 mln/€, per il 2021 di 250 mln/€ (vedasi nota allegata). L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1106, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 è ridotta di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Le risorse della contabilità speciale di cui all’articolo 7-quinquies, comma 7, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito dalla legge n. 33 del 2009, limitatamente alle prime tre righe del primo periodo fino alle parole legge 23 dicembre 2005 , n. 266, sono versate per l’importo di 1.575 mln/€ all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 marzo 2019 e restano acquisite all’Erario al fine di indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie che hanno subito un danno ingiusto così come dispone l’art. 1, c. 343, L. 23/12/2005 n. 266 (vedasi nota allegata). Le somme non impegnate al termine di ciascun esercizio finanziario sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate negli esercizi successivi. Per le finalità di cui al comma 6, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 al fondo di cui al presente comma affluiscono, altresì, le disponibilità finanziarie del fondo di cui all’ articolo 1, comma 343 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

 

  1. Hanno accesso alle prestazioni del Fondo di cui al comma 1 i risparmiatori, che siano la persona fisica, l’imprenditore individuale, anche agricolo, o il coltivatore diretto, che ha acquistato le azioni che hanno acquistato gli strumenti di cui al comma 1, o i loro successori mortis causa, nonché il coniuge, il convivente more uxorio o i parenti entro il secondo grado in possesso delle predette azioni a seguito di trasferimento con atto tra vivi. Per risparmiatori si intendono gli investitori in possesso degli strumenti di cui al comma 1, diversi dalle controparti qualificate di cui all’articolo 6, comma 2-quater, lettera d), e dai clienti professionali di cui ai successivi commi 2-quinquies e 2-sexies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
  2. Il Fondo opera nel rispetto delle seguenti condizioni:
  3. a) le azioni relativamente alle gli strumenti di cui al comma 1 relativamente ai quali è riconosciuto il risarcimento del danno sono state acquistate stati in origine acquistati dal risparmiatore avvalendosi della prestazione di servizi di investimento da parte per il tramite della banca emittente o di società da questa controllate al momento dell’operazione contestata;
  4. b) le azioni relativamente alle gli strumenti di cui al comma 1 relativamente ai quali è riconosciuto il risarcimento del danno sono detenute detenuti dal risparmiatore alla data in cui la banca è posta in liquidazione ovvero alla data in cui la banca è stata posta in risoluzione, qualora questa abbia preceduto la liquidazione;
  5. c) la domanda avanti l’autorità giudiziaria ordinaria – anche penale, in tal caso nelle forme della costituzione di parte civile nel processo penale – o l’A.C.F. è presentata entro il 30 giugno 2019;
  6. d) la misura del ristoro erogato è pari al 30%, a titolo di acconto, dell’importo onnicomprensivo riconosciuto o liquidato nelle sentenze o pronunce di cui al comma 1, comprensivo di accessori di legge ove riconosciuti;
  7. e) il ristoro dovrà tenere conto di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, nonché dei dividendi e delle cedole percepiti accertati nelle sentenze o nelle pronunce di cui al comma 1. A tal fine, i risparmiatori hanno l’obbligo di produrre apposita documentazione o una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, di cui all’art 47 D.P.R. 445/2000, che attesti l’effettivo percepimento di somme derivanti da altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, nonché dalla corresponsione di dividendi e cedole;
  8. f) L’accettazione del pagamento a carico del Fondo equivale a rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessa alle stesse azioni, salvo quanto previsto dal successivo comma 6. Resta impregiudicato il diritto per i risparmiatori di cui al presente articolo di agire in giudizio per il risarcimento della parte di danno eccedente il ristoro corrisposto, o che sarà corrisposto, ai sensi del presente articolo. Gli importi dovuti a titolo di ristoro, non versati a causa dell’esaurimento della dotazione del Fondo, in caso di rifinanziamento del medesimo Fondo sono corrisposti d’ufficio dal Ministero dell’economia e delle finanze agli aventi diritto, secondo l’ordine cronologico acquisito.
  9. Il Fondo, anche con riguardo a quanto corrisposto ai sensi dell’articolo 11, comma 1-bis del decreto legge 25 luglio 2018 n. 91, convertito con modificazioni con legge 21 settembre 2018, n. 108, è surrogato nei diritti del risparmiatore per l’importo corrisposto. Il Fondo opera entro i limiti della dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento secondo il criterio cronologico della presentazione della domanda al Fondo corredata di idonea documentazione, fermo restando quanto previsto al comma 7 in merito alla costituzione di Collegi specializzati.
  10. Al fine di assicurare parità di trattamento a fronte di situazioni analoghe, i risparmiatori che hanno aderito a iniziative transattive assunte dalle banche di cui al comma 1 possono proporre la domanda di risarcimento del danno prevista al medesimo comma al solo fine di accedere al ristoro del Fondo, nella misura di cui al comma 3, lettera d), dedotti gli importi liquidati al risparmiatore in esecuzione della transazione. Fatta eccezione per i risparmiatori che hanno un valore dell’I.S.E.E. inferiore a 35 mila euro nell’anno 2018, i risparmiatori di cui al presente comma sono postergati nell’erogazione del rimborso ai risparmiatori di cui al comma 1. Nel caso di intervenuta revocatoria della transazione, i risparmiatori che hanno aderito a iniziative transattive assunte dalle banche di cui al comma 1, possono presentare domanda al Fondo, nella misura di cui al comma 3, lettera d), dedotti gli importi liquidati in esecuzione della transazione, previa restituzione dell’importo percepito in esecuzione della transazione e nel rispetto delle condizioni di cui ai commi 1 e 3. L’ammissione al passivo nelle liquidazioni coatte amministrative delle banche di cui al comma 1 è titolo per l’accesso al Fondo.
  11. Il Ministero della Giustizia e la CONSOB comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze, nei termini indicati con il decreto emanato ai sensi del comma 9, i dati relativi alle domande presentate e agli importi richiesti, le sentenze e pronunce con gli importi riconosciuti a titolo di risarcimento del danno nonché quelle di rigetto. Le comunicazioni di cui al presente comma sono finalizzate a consentire l’erogazione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze degli importi riconosciuti e a consentire una verifica delle risorse occorrenti per l’erogazione della misura di rimborso agli aventi diritto, in caso di incapienza della dotazione finanziaria del Fondo di cui al comma 1 del presente articolo, nonché per aumentare la misura percentuale dei rimborsi all’esito del processo avviato ai sensi del presente articolo nonché dell’articolo 11, comma 1-bis, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni. Entro due mesi dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande di ristoro, il Ministero dell’Economia e delle Finanze informa il Parlamento in ordine all’ammontare delle nuove disponibilità finanziarie da reperire per gli anni successivi e, in riferimento a tale ammontare, predispone e coordina, anche attraverso il Fondo, l’emissione di un prestito obbligazionario a valenza decennale, negoziabile, il cui ammortamento avverrà con i proventi dai rapporti dormienti accertati a partire dall’anno 2020 per il periodo 2022-2024.
  12. Al fine di accelerare il processo di ristoro a favore dei risparmiatori di cui ai commi 1 e 5, fino al completo esaurimento dell’esame delle domande proposte dai medesimi risparmiatori, la CONSOB, sulla base delle disposizioni di cui al Regolamento adottato con delibera della CONSOB n. 19602 del 4 maggio 2016, potenzia l’attività dell’A.C.F. con l’istituzione di massimo dieci Collegi prevedendo uno o più Collegi specializzati per la trattazione delle domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore dell’I.S.E.E. non superiore ad euro 35.000 nell’anno 2018. A parità di situazioni, si applica il criterio cronologico dell’adozione della pronuncia. Ai fini della presentazione del ricorso all’ACF da parte dei risparmiatori di cui ai commi 1 e 4 nonché ai fini della trattazione dei medesimi, si applica la procedura prevista dal citato Regolamento, in quanto compatibile prevedendo, in ogni caso, modalità semplificate per la presentazione delle domande e per l’adozione delle relative pronunce anche attraverso la previsione, ove possibile, di accertamento esclusivamente documentale di ciascun caso, anche senza contraddittorio. Tali modalità semplificate che prevedono, in particolare, che la presentazione della domanda può avvenire anche attraverso una modulistica predefinita che individua le fattispecie da contrassegnare, ove effettivamente ricorrenti, che ammettono alla pronuncia dell’ACF sono definite dalla CONSOB, previa consultazione pubblica, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sentite le associazioni dei risparmiatori, il 28 febbraio 2019, e pubblicate nel sito internet della CONSOB stessa. Agli oneri di funzionamento dell’A.C.F., ivi inclusi gli oneri per le esigenze logistiche e per le dotazioni informatiche necessarie, la CONSOB provvede a valere sulle disponibilità del Fondo di cui all’articolo 32-ter.1 del decreto legislativo del 24 febbraio 1998 n. 58, come integrato ai sensi del decreto legge 25 luglio 2018 n. 91, convertito con modificazioni con legge 21 settembre 2018, n. 108. Sul medesimo Fondo gravano anche le spese del procedimento non altrimenti recuperabili. Limitatamente alla trattazione dei ricorsi presentati dai risparmiatori di cui ai commi 1 e 5, l’ambito di operatività dell’A.C.F. è estesa anche alle domande di valore superiore a euro cinquecentomila. L’A.C.F. è competente anche per la trattazione dei ricorsi presentati dai risparmiatori le cui richieste afferiscono agli strumenti di cui al presente articolo acquisiti prima dall’introduzione dell’articolo 25-bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58. In relazione a tali strumenti, l’A.C.F. è competente a decidere anche su domande relative a false informazioni contenute nei prospetti pubblicati dalle banche di cui al comma 1 anche successivamente all’acquisto o alla sottoscrizione di detti strumenti. E’, in ogni caso, esclusa la prescrizione del diritto al ristoro e/o al risarcimento dei danni, sia di quelli connessi all’acquisto degli strumenti che di quelli connessi alla possibilità di vendita e realizzo degli stessi strumenti, per effetto delle false informazioni diffuse dalle banche di cui al comma 1. Le disponibilità finanziarie destinate ad assicurare il funzionamento dell’A.C.F. di cui al presente comma e al comma 8 affluiscono in appositi fondi iscritti distintamente nel bilancio della Consob; i singoli fondi costituiscono patrimoni distinti e separati dal patrimonio dell’Istituto e da quello di altri fondi. Le disponibilità di ciascun fondo sono destinate esclusivamente agli scopi per esso indicati nel presente articolo e sono utilizzate dalla Consob secondo le speciali disposizioni del proprio ordinamento in materia. Esaurita la loro funzione, le disponibilità residue sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui al comma 1. La selezione pubblica di cui al comma 8 e il contratto di lavoro con le unità di personale assunte sono disciplinati dalle speciali disposizioni dell’ordinamento della Consob in materia.
  13. Al fine di assicurare lo svolgimento prioritario delle complessive attività preordinate all’adozione delle pronunce da parte dell’A.C.F., la CONSOB può assumere, mediante selezione pubblica, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, in aggiunta alla dotazione della pianta organica vigente per un massimo di cinque anni, fino a 55 unità di personale in possesso di idonee professionalità e competenze. A tal fine è autorizzata la spesa di 4,5 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023, a cui si provvede, in via del tutto eccezionale, in deroga all’articolo 40, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724.

All’onere per gli anni dal 2019 al 2021, pari a 4,5 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo di cui al comma 1.

  1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 31 gennaio 2019, sono stabilite le misure di attuazione del presente articolo, ivi incluse quelle occorrenti per l’erogazione da parte del Fondo degli importi liquidati. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al presente comma si applica quanto previsto dall’articolo 1, comma 1107, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
  2. Al fine di agevolare il processo di rimborso a favore dei risparmiatori di cui ai commi 1 e 5 e consentire il rispetto del criterio cronologico di presentazione delle domande previsto dal comma 4 del presente articolo, i risparmiatori a corredo della domanda dovranno trasmettere idonea documentazione a sostegno delle proprie pretese con le modalità definite dalla Consob ai sensi del comma 7 del presente articolo. Nelle ipotesi in cui il risparmiatore dichiari di non essere in possesso della documentazione inerente i diritti fatti valere o l’ACF ritenga la domanda presentata incompleta, tale documentazione potrà essere acquisita dai soggetti in possesso della stessa anche con le modalità previste con apposito protocollo stipulato dalla CONSOB e dal Fondo interbancario di tutela dei depositi istituito ai sensi dell’articolo 96 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Le modalità per l’acquisizione della documentazione occorrente per l’adozione della decisione dell’ACF e che il risparmiatore non è in grado di produrre e che si trova nella disponibilità delle banche in liquidazione, o delle banche dalle medesime controllate all’epoca delle operazioni, o delle banche cessionarie di attività e passività delle stesse, sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Nell’ipotesi in cui il Fondo interbancario di tutela dei depositi non riesca a reperire la documentazione richiesta o non riesca a trasmetterla nei tempi previsti per una rapida trattazione delle domande, la decisione dell’ACF, purché vi sia almeno una prova documentale del possesso degli strumenti di cui al comma 1, così come previsto al comma 3, lett. b), del presente articolo, potrà essere adottata sulla base di quanto dichiarato, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, in sede di presentazione delle domande medesime.

L’A.C.F. provvederà ad acquisire d’ufficio atti e documenti dei procedimenti penali pendenti nei confronti degli organi di vertice delle banche di cui al comma 1, delle relazioni di Banca d’Italia, della Banca Centrale Europea e della Consob relative alle vicende che hanno interessato le banche di cui al comma 1. Tali atti e documenti andranno considerati parte integrante ed essenziale di ognuna delle domande presentate dai risparmiatori all’A.C.F.. L’A.C.F. si atterrà in ogni caso alla regola di giudizio di cui al comma 6 dell’art. 23 del decreto legislativo 24/02/1998 n. 58.

  1. Il Fondo di ristoro finanziario disciplinato dall’articolo 1, commi da 1106 a 1108, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 è sostituito dal Fondo istituito dal comma 1 del presente articolo. All’articolo 1, comma 1107 della legge 27 dicembre 2017 n. 205, il primo e il secondo periodo sono soppressi.
  2. Le procedure arbitrali concernenti strumenti finanziari di debito subordinato emessi da Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e da Veneto Banca S.p.A, alle quali hanno accesso gli investitori previsti dall’articolo 6, comma 1, del decreto legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito, con modifiche, dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, sono disciplinate dai Regolamenti approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 aprile 2017, n. 82 e con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto col Ministro della giustizia, del 9 maggio 2017, n. 83 nonché dai relativi provvedimenti applicativi ed il termine di trenta giorni per la proposta del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, nelle forme della offerta al pubblico, previsto dall’articolo 3, comma 3, dello stesso decreto interministeriale n. 83 del 2017 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.

12-bis. Al fine di evitare disparità di trattamento a fronte di situazioni analoghe, i risparmiatori rientranti nella definizione di cui al comma 2 e in precedenza esclusi, in possesso di strumenti finanziari subordinati emessi dalle banche in liquidazione di cui al presente articolo, acquistati nell’ambito delle compravendite di cui al comma 1 e 3 lettere a) e b) e in precedenza esclusi, sono ammessi alle procedure previste dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 e dal decreto legge 25 giugno 2017 n. 99 convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017 n. 121. Sono del pari ammessi alle procedure previste dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 e dal decreto legge 25 giugno 2017 n. 99 convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017 n. 121, i risparmiatori rientranti nella definizione di cui al comma 2 e in precedenza esclusi, in possesso di strumenti finanziari subordinati emessi dalle banche in liquidazione di cui al presente articolo, acquistati nel mercato secondario presso le banche di cui al comma 1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il 31 gennaio 2019, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.

 

 

ROSSO ISTRIA – RED LAND AL CINEMA DAL 15 NOVEMBRE LE SALE E ORARI

RED LAND -ROSSO ISTRIA

Norma ora potrà sorridere anche da lassù grazie a tutti quelli che hanno dato tutto per la verità.
Con il regista Maxmiliano Hernando Bruno , Venice FilmVenzo Art, l’associazione Ezzelino III da Onara è onorata di essere fra i produttori di questo Kolossal su Norma Cossetto una storia mai raccontata prima al Cinema dal 15 novembre 2018

  

  

  

 

Venzo Art Gioielli di Vita da Vivere

linea ROSSO ISTRIA sostiene il film in produzione 

Incontro con Governo Fondo di Ristoro

Incontro con il Governo al MEF con i sottosegretari on Massimo Bitonci e on Alessio Mattia Villarosa, con la presenza del Ministrio Riccardo Fracarro, del Presidente Commissione bilancio Senato Sen Daniele Pesco, Sen Elio Lannutti, On Alvise Maniero, On Raphael Raduzzi M5S,
ai quali sono state proposte le modifiche al testo di legge da presentare come emendamenti al Parlamento.
I sottosegretari hanno confermato la completa apertura nei seguenti punti :
1) aumento del 30% con tetto di € 100’000,00 da considerare come acconto, è stato confermato che è da considerare un acconto, e già confermato che la percentuale sarà alzata al possibile 45% con ulteriore apporto dai conti dormienti per 1 miliardo portando a € 2,5 miliardi la dotazione del fondo.
2) aggiunta della violazione dei reati penali, per semplificare accesso all’arbitro Consob
3) aggiunta nell’informativa successiva all’acquisto delle quote/azioni, per garantire l’accesso ai vecchi soci
4) chiarimento della procedura per l’accesso al fondo in ordine cronologico di richiesta, onde evitare che l’attesa della sentenza ritardi o complichi il ristoro al risparmiatore
5) proposta di modifica per evitare che l’accesso al fondo sia vincolato alla rinuncia ad altre azioni contro Consob, Banca d’Italia, revisori e amministratori.
6) creazione del tavolo di trattative con 10 nominativi dei rappresentanti delle associazioni.

Allegato nostra proposta già inviata e consegnata personalmente a tutti i gruppi parlamentari ieri 7 Novembre 2018.
Il testo presentato non pare ricomprendere l’insieme del fenomeno che ha danneggiato i risparmiatori.

Esso si ispira ad una logica individualista affidando il ristoro ad un contenzioso di stampo civilistico che lascia al risparmiatore ogni onere della prova dell’ingiusto danno in conseguenza della conclusione di un acquisto delle azioni viziato da difetti di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58.

In realtà il fenomeno da regolare è più esteso e complesso.

Gli acquisti delle azioni sono avvenuti spesso sulle base delle dichiarazioni rese pubbliche dalle banche emittenti in sede di offerta al pubblico, approvazione dei bilanci, comunicati stampa.

Si è trattato in altri termini di una truffa di massa rilevante in modo particolare in sede penale si sensi dei reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza, aggiotaggio, falso in prospetto.

Si ricorda come è già stato disposto in rinvio a giudizio per i vertici della Banca Popolare di Vicenza (udienza 1 dicembre 2018) ed è pendente procedimento penale innanzi della Procura della Repubblica di Treviso in relazione a Veneto Banca e alle altre banche messe il liquidazione coatta amministrativa dal 15 novembre 2015 al 1/1/2018 ( fra cui Crediveneto, Banca Alta Padovana, Banca cooperativa Province Calabre , Banca cooperativa di Paceco)

Va rilevato come già in casi precedenti (fondo vittime dell’usura e della criminalità organizzata) non si sia richiesto il passaggio in giudicato delle sentenze di condanna degli imputati ai fini del ristoro.

Un espresso riferimento alla violazione della legge penale avrebbe il vantaggio di alleggerire gli oneri probatori a carico dei risparmiatori.

Si deve altresì rilevare, come tra gli stessi ci sono coloro che non hanno concluso in tempi recenti acquisti di azioni, ma hanno continuato a detenerle in seguito alla falsa informativa sull’effettiva patrimonializzazione della banca, sull’effettivo valore delle azioni, sulla liquidabilità delle stesse.

Anche a costoro va espressamente riconosciuto il diritto al ristoro.

Come già proposto in relazione del testo della legge 205/2017 alla violazione degli obblighi d’informazione, diligenza, correttezza e trasparenza va aggiunta l’espressione in violazione della legge penale, e al testo sottoscrizione e al collocamento di azioni emesse va aggiunta l’espressione informativa successiva all’acquisto delle azioni.

Solo così si garantisce alla gran massa dei risparmiatori truffati il ristoro.

E da notare poi che se gli arbitri dell’ACF acquisissero d’ufficio gli atti dei procedimenti penali, della commissione  Parlamentare, della Banca d’Italia, della BCE e della stessa Consob le procedure arbitrali verrebbero a semplificarsi ed il risparmiatore potrebbe adire all’arbitrato ACF anche senza l’assistenza di un legale, assistenza che nella formulazione attuale del progetto di legge diviene necessaria.

Il ristoro viene poi fissato nella misura del 30 % dell’importo omnicomprensivo riconosciuto dall’Autorità Giudiziaria ordinaria o dalla ACF e vengono detratti i dividendi.

In realtà il ristoro dovrebbe essere pari al danno riconosciuto dalla sentenza o dal lodo arbitrale.

Se tanto non appare possibile, eppure lo sarebbe con il progressivo attingimento dai fondi dormienti, appare manifestamente ingiusta la previsione della non cumulabilità con altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, e del tutto iniqua la previsione che l’accettazione del pagamento a carico del fondo di ristoro equivalga a rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessa alle azioni acquistate.

Si chiede pertanto che vengano espunte le relative previsioni.

Il testo del progetto di legge prevede che la Consob adotti modalità semplificate della procedura e che proceda possibilmente all’accertamento meramente documentale delle domande.

Tanto sarà possibile ove si accolgano gli emendamenti proposti relativi alla violazione della legge penale e alla detenzione protratta delle azioni in seguito a false informazioni.

In tal modo si da anche un senso concreto alla previsione dei ricorsi presentati dai risparmiatori le cui richieste si riferiscano ad azioni acquisite prima dell’introduzione dell’art 25 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n 58.

Le presenti  proposte vengono fatte al fine del conseguimento di un effettivo ristoro a favore dei risparmiatori truffati.

Augurandoci che quanto sopra venga considerato e messo in pratica restando a disposizione porgiamo cordiali saluti 

Prof. Rodolfo Bettiol
Patrizio Miatello
Barbara Puschiasis
Milena Zaggia
Andreina Schiavon
Massimo Campanella
Monica Bordin
Donatella Venzo
Michele Vanin
Giovanna Mazzoni

image

image

image

image

Incontro con Governo Fondo di Ristoro

Incontro con il Governo al MEF con i sottosegretari on Massimo Bitonci e on Alessio Mattia Villarosa, con la presenza del Ministrio Riccardo Fracarro, del Presidente Commissione bilancio Senato Sen Daniele Pesco, Sen Elio Lannutti, On Alvise Maniero, On Raphael Raduzzi M5S,
ai quali sono state proposte le modifiche al testo di legge da presentare come emendamenti al Parlamento.
I sottosegretari hanno confermato la completa apertura nei seguenti punti :
1) aumento del 30% con tetto di € 100’000,00 da considerare come acconto, è stato confermato che è da considerare un acconto, e già confermato che la percentuale sarà alzata al possibile 45% con ulteriore apporto dai conti dormienti per 1 miliardo portando a € 2,5 miliardi la dotazione del fondo.
2) aggiunta della violazione dei reati penali, per semplificare accesso all’arbitro Consob
3) aggiunta nell’informativa successiva all’acquisto delle quote/azioni, per garantire l’accesso ai vecchi soci
4) chiarimento della procedura per l’accesso al fondo in ordine cronologico di richiesta, onde evitare che l’attesa della sentenza ritardi o complichi il ristoro al risparmiatore
5) proposta di modifica per evitare che l’accesso al fondo sia vincolato alla rinuncia ad altre azioni contro Consob, Banca d’Italia, revisori e amministratori.
6) creazione del tavolo di trattative con 10 nominativi dei rappresentanti delle associazioni.

Allegato nostra proposta già inviata e consegnata personalmente a tutti i gruppi parlamentari ieri 7 Novembre 2018.
Il testo presentato non pare ricomprendere l’insieme del fenomeno che ha danneggiato i risparmiatori.

Esso si ispira ad una logica individualista affidando il ristoro ad un contenzioso di stampo civilistico che lascia al risparmiatore ogni onere della prova dell’ingiusto danno in conseguenza della conclusione di un acquisto delle azioni viziato da difetti di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58.

In realtà il fenomeno da regolare è più esteso e complesso.

Gli acquisti delle azioni sono avvenuti spesso sulle base delle dichiarazioni rese pubbliche dalle banche emittenti in sede di offerta al pubblico, approvazione dei bilanci, comunicati stampa.

Si è trattato in altri termini di una truffa di massa rilevante in modo particolare in sede penale si sensi dei reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza, aggiotaggio, falso in prospetto.

Si ricorda come è già stato disposto in rinvio a giudizio per i vertici della Banca Popolare di Vicenza (udienza 1 dicembre 2018) ed è pendente procedimento penale innanzi della Procura della Repubblica di Treviso in relazione a Veneto Banca e alle altre banche messe il liquidazione coatta amministrativa dal 15 novembre 2015 al 1/1/2018 ( fra cui Crediveneto, Banca Alta Padovana, Banca cooperativa Province Calabre , Banca cooperativa di Paceco)

Va rilevato come già in casi precedenti (fondo vittime dell’usura e della criminalità organizzata) non si sia richiesto il passaggio in giudicato delle sentenze di condanna degli imputati ai fini del ristoro.

Un espresso riferimento alla violazione della legge penale avrebbe il vantaggio di alleggerire gli oneri probatori a carico dei risparmiatori.

Si deve altresì rilevare, come tra gli stessi ci sono coloro che non hanno concluso in tempi recenti acquisti di azioni, ma hanno continuato a detenerle in seguito alla falsa informativa sull’effettiva patrimonializzazione della banca, sull’effettivo valore delle azioni, sulla liquidabilità delle stesse.

Anche a costoro va espressamente riconosciuto il diritto al ristoro.

Come già proposto in relazione del testo della legge 205/2017 alla violazione degli obblighi d’informazione, diligenza, correttezza e trasparenza va aggiunta l’espressione in violazione della legge penale, e al testo sottoscrizione e al collocamento di azioni emesse va aggiunta l’espressione informativa successiva all’acquisto delle azioni.

Solo così si garantisce alla gran massa dei risparmiatori truffati il ristoro.

E da notare poi che se gli arbitri dell’ACF acquisissero d’ufficio gli atti dei procedimenti penali, della commissione  Parlamentare, della Banca d’Italia, della BCE e della stessa Consob le procedure arbitrali verrebbero a semplificarsi ed il risparmiatore potrebbe adire all’arbitrato ACF anche senza l’assistenza di un legale, assistenza che nella formulazione attuale del progetto di legge diviene necessaria.

Il ristoro viene poi fissato nella misura del 30 % dell’importo omnicomprensivo riconosciuto dall’Autorità Giudiziaria ordinaria o dalla ACF e vengono detratti i dividendi.

In realtà il ristoro dovrebbe essere pari al danno riconosciuto dalla sentenza o dal lodo arbitrale.

Se tanto non appare possibile, eppure lo sarebbe con il progressivo attingimento dai fondi dormienti, appare manifestamente ingiusta la previsione della non cumulabilità con altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, e del tutto iniqua la previsione che l’accettazione del pagamento a carico del fondo di ristoro equivalga a rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessa alle azioni acquistate.

Si chiede pertanto che vengano espunte le relative previsioni.

Il testo del progetto di legge prevede che la Consob adotti modalità semplificate della procedura e che proceda possibilmente all’accertamento meramente documentale delle domande.

Tanto sarà possibile ove si accolgano gli emendamenti proposti relativi alla violazione della legge penale e alla detenzione protratta delle azioni in seguito a false informazioni.

In tal modo si da anche un senso concreto alla previsione dei ricorsi presentati dai risparmiatori le cui richieste si riferiscano ad azioni acquisite prima dell’introduzione dell’art 25 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n 58.

Le presenti  proposte vengono fatte al fine del conseguimento di un effettivo ristoro a favore dei risparmiatori truffati.

Augurandoci che quanto sopra venga considerato e messo in pratica restando a disposizione porgiamo cordiali saluti 

Prof. Rodolfo Bettiol
Patrizio Miatello
Barbara Puschiasis
Milena Zaggia
Andreina Schiavon
Massimo Campanella
Monica Bordin
Donatella Venzo
Michele Vanin
Giovanna Mazzoni

image

image

image

image