ALLARME EX BANCHE VENETO PRIMO NEI SUICIDI ECONOMICI “DEPRESSIONE”

Il tragico record di suicidi in Veneto per crisi, ma l’ISTAT non li conteggia più da tempo ? troppo difficile contare morti ammazzati da crisi economica . TUTTI a ROMA IL 4 OTTOBRE DAVANTI AL PARLAMENTO PER FERMARE QUESTE TRAGEDIE

 

In netto aumento il numero delle persone che si tolgono la vita per disagio economico “depressione” i dati raccolti fino ai primi 6 mesi del 2016 sono drammatici, nella seconda metà del 2016 non si hanno ancora i dati, ma con la cancellazione di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza che hanno portato via € 19,6 Miliardi di risparmi a 205.000 risparmiatori, il pericolo che le cifre aumentino vertiginosamente è più che concreto. Infatti dai dati del servizio pubblico di assistenza ai risparmiatori In-Oltre tel 800 33 43 43 vengono certificati solo in Veneto e nell’ultimo anno da inizio crisi delle 2 ex banche cancellate dal decreto 25 giugno 2017, n° 543 persone salvate a rischio suicidio ( il dato nazionale di confronto è di 628 suicidi ma in 4 anni dal 2012 al 2015  . IL GOVERNO HA IL DOVERE DI INTERVENIRE SUBITO PER EVITARE UNA ECATOMBE.

Regione1

Sono 81 i casi di suicidio per motivazioni economiche registrati in Italia nel primo semestre 2016. Il dato è in crescita di quasi il 20% rispetto a quanto rilevato nella seconda metà dello scorso anno, quando il fenomeno sembrava segnare una prima inversione di tendenza nella sua triste escalation. Lo scorso mese di giugno in particolare, segnala Link Lab, il laboratorio di Ricerca Sociale della Link Campus University, è stato il peggiore dall’avvio dell’Osservatorio Suicidi per crisi economica (2012): 19 i casi, ancor più rispetto ad altri mesi tradizionalmente più tragici, come febbraio (16) e maggio (15). La Campania, seguita da Sicilia, Lombardia, Lazio e Marche, è la regione che ha registrato il maggior numero di vittime (13,6%) mentre per la prima volta il Veneto non è più la regione simbolo del triste primato, con un’incidenza passata dal 21,2% del 2015 al 7,4% di questo primo aggiornamento dell’Osservatorio. L’Osservatorio sui Suicidi per motivazioni economiche è stato avviato nel 2012 dall’Università degli Studi Link Campus University di Roma attraverso Link Lab, il suo Laboratorio di ricerca sociale, diretto dal sociologo Nicola Ferrigni. Per la prima volta non è il Veneto ma la Campania la regione più colpita. Per il direttore Ferrigni «i dati relativi ai primi sei mesi del 2016 disegnano una nuova geografia del fenomeno, che all’inizio interessava soprattutto l’Italia settentrionale e nello specifico le regioni del Nord-Est, storicamente ad elevata densità industriale, per poi conoscere nell’arco di un quadriennio una progressiva uniformità sull’intero territorio. Oggi invece il quadro appare decisamente trasformato, con la maggior parte dei suicidi avvenuti nelle regioni del Centro Italia (27,2%) e il Sud al 25,9%. In sensibile diminuzione – ha concluso il sociologo – sia il Nord-Est che il Nord-Ovest, rispettivamente con il 17,3% e 16%, mentre il dato cresce nelle Isole, ora al 13,6%, con un forte incremento in Sicilia». Tale differente geografia si riflette in una nuova rappresentazione della condizione professionale delle vittime di suicidio: oltre la metà (50,6%) dei casi coinvolge ora i disoccupati mentre scende al 34,6% (contro il 46,1% fatto registrare nel 2015) la percentuale di imprenditori suicidi, la percentuale più bassa fatta registrare dalla categoria dall’inizio del monitoraggio. Per quanto riguarda l’età, invece, l’aggiornamento segnala un incremento significativo del numero di vittime di età compresa tra i 45 e i 54 anni, cui fa da contraltare un costante andamento della fascia d’età dei 55-64enni, ma soprattutto il calo del numero di vittime tra i più giovani: dall’inizio dell’anno complessivamente l’8,7% delle vittime aveva meno di 35 anni. Nei primi 6 mesi dello scorso anno tale percentuale è invece stata pari al 12,4%. Nel complesso, dal 2012 è sempre il Veneto la regione epicentro del fenomeno, mentre le province più colpite sono Venezia, Padova, Napoli, Salerno e Treviso.

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