Archivio mensile:febbraio 2018

emergenza sociale gestione NPL Banca Popolare Vicenza e Veneto banca in L.C.A.

Lettera al Ministro che consegno oggi  accellerare procedure risarcimento risparmiatori vittime di reati finanziari.

S. E. Ministro dell’ Interno

On.le Marco Minnniti

Sottosegretario On. Pier Paolo Baretta

Come noto con la legge 31 luglio 2017, n. 121, si è proceduto alla conversione con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A., ex società cooperative.

Ieri è stato emanato il comunicato con i quali i commissari liquidatori, ai sensi dell’art. 86, comma 5 TUB, hanno indicato il termine del 23 aprile 2018 per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo delle banche.

All’esito della due diligence sono state prospettate le cessioni dei crediti deteriorati delle due Popolari in capo alla SGA, società che dovrà procedere all’ottimizzazione di tale posta ai fini della liquidazione.

E’ particolarmente urgente che i decreti di attuazione non pregiudichino in maniera irreversibile anche le prospettive aperte dalla legge di Bilancio 205 del dicembre scorso, istitutiva del Fondo vittime da reati finanziari. Sarebbe drammatico che, mentre lo Stato interviene per risarcire i risparmiatori traditi, questi vedano i loro patrimoni aggrediti da procedure esecutive.

In questa sede portiamo all’attenzione lo scenario drammatico di una mera gestione “burocratica” degli NPL – No performing Loan- senza tener conto del contesto di illiceità in cui tali crediti sono maturati.

Nel merito richiamiamo l’autorevole lavoro della Commissione d’Inchiesta Parlamentare banche, presieduta dall’ On.le Pier Ferdinando Casini, dall’On.le Renato Brunetta, dall’On.le Mauro Maria Marino e da tutti gli altri parlamentari, che hanno evidenziato e certificato la prassi aziendale di condizionare l’erogazione di fidi, necessari per l’attività di impresa o delle esigenze primarie delle famiglie o delle richieste di mutuo, con l’obbligo di acquisto di azioni e con l’ostruzionismo alle richieste di vendere quelle già possedute. Il prestito veniva reso attraente da tassi pressoché simbolici anche inferiori all’1%.

Ora tali creditori non disponendo più della garanzia costituita dalle quote azionarie, ad oggi dal valore azzerato, sono a rischio reale di procedure esecutorie che travolgono l’attività imprenditoriale e la stessa casa.

La situazione interessa migliaia di piccole e medie imprese, famiglie che sono state di fatto messe nell’impossibilità di cedere le quote azionarie a partire dal 2013, salvo eccezioni vergognose per gli “amici” dei Vertici bancari, che hanno dato luogo al fenomeno degli scavalcati, sanzionate sia da CONSOB che dalla BCE.

Con il passaggio dei conti correnti a Banca Intesa San Paolo si sta verificando un approccio algidamente tecnico: si ignorano le origini del fido e se ne chiede il rientro. Al mancato rientro viene proposto il rinnovo con tassi del 20,450%, insostenibili oggettivamente, con commissioni applicate unilateralmente senza nessuna possibilità di contestazione.

Segnaliamo che il GUP di Vicenza ha chiamato a rispondere dei danni arrecati ai risparmiatori anche Banca Popolare di Vicenza LCA, con ciò confermando la fondatezza del diritto al risarcimento dei risparmiatori. Resta l’irreparabile effetto della segnalazione in automatico al registro dei “cattivi pagatori” con perdita dell’affidabilità bancaria nell’ambito del credito finanziario. Ciò peraltro comporta un’oggettiva spinta verso l’usura.

Il rischio assai concreto di procedure esecutive sul patrimonio, come accennato, colpisce spesso le abitazioni personali oppure gli immobili per le attività delle imprese.

Le dichiarazioni di Banca Intesa di attenzione al Territorio non trovano conferma nelle centinaia di segnalazioni che pervengono alle scriventi associazioni, che intercettano il disagio di oltre 50.000 risparmiatori traditi e rappresentano il punto di riferimento per la comunità dei risparmiatori coinvolti dal 2014 in un incubo che ha portato a dissuasi stati di depressione.

Centinaia sono gli interventi miracolosi del centro regionale di supporto psicologico ” In-Oltre” e dei nostri operatori, diretti a dissuadere da gesti tragici, purtroppo non sempre con successo, come evidenzia la lunga e dolorosa teoria dei suicidi in relazione al dissesto delle due popolari ma anche alla mancanza di un’adeguata capacità di dare risposte adeguate e prospettive concrete.

La situazione è di assoluta ed estrema emergenza, le ipoteche a rischio nel territorio del nord est sono 300.000 (200.000 per ex Bpvi e 100.000 per ex Veneto Banca).

Ci siamo rivolti ai Prefetti del Veneto con nota di contenuto analogo alla presente.

L’emergenza, a nostro avviso, ha la caratteristiche di ordine pubblico, ordine che non è messo a rischio solo da violenze o disordine nelle piazze, ma anche dal disarmo civile, perdita di fiducia nelle istituzioni, disperazione e distruzione di capitale sociale, rappresentato dal diritto all’abitazione, dal diritto di fare impresa ed ad una giustizia rapida e comprensibile.

Contenere la rabbia sociale, specie in capo a persone miti e laboriose che hanno creato un modello economico studiato e invidiato da tutto il mondo, non è questione che può attendere il termine della campagna elettorale né le decisioni di vertici bancari di Intesa. Questi ultimi, peraltro,  palesano in bilancio i profitti derivati dell’operazione di acquisto per € 1,00 delle due popolari.

Quanto sopra premesso si chiede a s.e. Ministro 

– di attivarsi, in seguito all’individuazione del Prefetto di riferimento, affinché si proceda con urgenza alla convocazione delle scriventi associazioni  

– di attivarsi nei confronti di Banca Intesa affinché sospenda le azioni esecutorie e le segnalazioni nell’elenco dei “cattivi pagatori”, almeno sino a quando sarà chiarito se e come è in arrivo un risarcimento adeguato e congruo che consentirebbe di definire le posizioni di fido senza drammi sociali come la perdita della casa, del capannone o dell’affidabilità bancaria necessaria per poter proseguire l’atitvità imprenditoriale.

– di creare un tavolo di lavoro tra il Governo e le Associazioni scriventi, al fine trovare soluzioni condivise idonee ad arginare la drammatica situazione in cui si trovano migliaia di risparmiatori, famigli e risparmiatori.

Al Sottosegretario chiediamo di non consentire ritardi nella stesura del. Regolamento di attuazione e sincronizzare l’ANAC, delegata per l’istruzione delle domande di risarcimento, in maniera che le somme siano tempestivamente a disposizione dei casi più urgenti: disabilità, età, mancaza di reddito di lavoro.

Questa tragedia recide la fiducia che è il legante di ogni comunità solidale, quella veneta in particolare; avvelenando i pozzi della democrazia, si spinge alla chiusura in se stessi, seppellendo ogni speranza di futuro.

Ci rivolgiamo alla Vostra autorevolezza, fiduciosi che con la Vostra competenza possiate dare ragione di una speranza responsabile e prevenire danni irreversibili.

Nel confermarci a disposizione per ogni ulteriore precisazione e auspicando un intervento sollecito stante l’emergenza denunciata, porgiamo 

Cordiali saluti

p. Adusbef

p. Casa del Consumatore

p. Codacons

p. Ezzelino III da Onara

p. Unione Nazionale Consumatori

p. Consumatori Attivi

p. Assoutenti 

Patrizio Miatello tel 3357431389

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PARLAMENTARI NO PALETTI FONDO RISTORO RISPARMIATORI TRADITI

Linee guida per le norme attuative  FONDO DI RISTORO FINANZIARIO RISPARMIATORI TRADITI .

Parlamentari documento No paletti Fondo Risparmiatori traditi . pdf 

 

Documento per i Parlamentari candidati

Linee guida per l’attuazione del regolamento di cui alla legge del 27 dicembre 2017 n. 302 commi 1106-1109 – Fondo di ristoro Finanziario

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della summenzionata legge, deve essere emanato, su proposta del Ministero dell’Economia e della Finanze, il decreto che stabilisce i requisiti, le modalità e le condizioni per l’attuazione di quanto disposto dai commi dal 1106 al 1109.

Si concorda innanzitutto sul fatto che, come previsto dal comma 1106,  l’Ente istruttore, gestore ed erogatore sia stato individuato nell’A.N.A.C..

Al fine di preservare gli sforzi profusi ed il senso stesso dei commi qui in analisi, si ritiene che la massima attenzione debba essere profusa per evitare, in modo assoluto, che il ricorso arbitrale A.N.A.C. diventi, nella pratica, un equivalente di percorso giudiziario.

L’innesco di un lungo, complicato, dispendioso contenzioso tra i risparmiatori e l’Ente stesso, si tradurrebbe, oltre che in maggiori costi per tutti, Stato compreso, anche e soprattutto nell’aumento del già notevole malcontento di migliaia di cittadini che si sentirebbero ulteriormente traditi dal fatto che è stata fatta una legge per risarcirli dalle truffe subite, ma che tale legge crea, nella concretezza, delle storture burocratiche tali da renderla di fatto impraticabile.

Per tali sintetici motivi, al fine della prova della violazione degli obblighi in materia di intermediazione finanziaria, si propone che l’A.N.A.C. provveda:

  • ad acquisire d’ufficio gli atti del procedimento n. 60908/14 R.G.N.R. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma;
  • ad acquisire d’ufficio gli atti del procedimento n. 1628/15 R.G.N.R. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.
  • ad acquisire dal risparmiatore, preferibilmente con le modalità telematiche oggi idonee ad assicurare l’integrità di quanto inviato, l’estratto conto storico dei titoli posseduti.
  • Impegno per incrementare il fondo in base alle richieste di accesso dei soci risparmiatori traditi, senza alcun limite di data di possesso delle quote azionarie, senza legare il risarcimento a nessun limite di reddito o vincolo, e come previsto dalla legge anche i soci risparmiatori che hanno aderito alla transazione delle 2 ex Banche Venete Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza avranno diritto del rimborso e accesso al fondo per la differenza non transata o già percepita.

Gli atti dei predetti procedimenti giudiziari in corso, risultano pienamente idonei a dimostrare le violazioni degli obblighi di informazione, di diligenza, di correttezza e di trasparenza previsti in materia di intermediazione finanziaria; l’estratto conto storico dei titoli posseduti cristallizza graniticamente il danno patito da ogni risparmiatore.

Va fatto salvo il diritto del risparmiatore di produrre qualunque ulteriore documento a riprova del suo diritto ad accedere all’erogazione del Fondo.

 

Firme per impegno politico dei gruppi Parlamentari elezioni 4/3/2018

delle linee guida di attuazione del regolamento di cui alla legge del 27 dicembre 2017 n. 302 commi 1106-1109 –                                           Fondo di ristoro risparmiatori traditi

 

Gruppo Parlamentare                          Nominativo e firma

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Venzo art gioielli di vita da vivere sostiene No Paletti al Fondo di ristoro risparmio tradito clicca vai al sito

Impegno della Politica No paletti Fondo di ristoro risparmio tradito

A seguito della consegna al Governo del 17/1/2018 e del 14/02/2018 delle linee guida per le norme attuative del fondo di ristoro finanziario risparmio tradito approvato con legge del 27 dicembre 2017 n. 302 commi 1106-1109 , votato all’unanimità sia al Senato che alla Camera e quindi già condiviso da tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione che hanno creato un fondo unico al mondo che rimborsa azionisti (ex soci risparmiatori di banche cooperative trasformati in azionisti)

Alleghiamo il documento che verrà proposto per la firma a :

Capi gruppi parlamentari
Parlamentari in carica e candidati

Augurandoci che venga condiviso da tutti prima del 4/3/2018 e che la vera corsa sia quella di scoprire quanti soldi dei conti dormienti le banche si tengono da anni nelle I loro casse senza dire niente a nessuno, che sicuramente non sono inferiori ai 15 Miliardi già dichiarati nel 2010.
Prof.avv. Rodolfo Bettiol
Tributarista Loris Mazzon
Dario Pozzobon
Vanin Michele
Patrizio Miatello

TRANSAZIONI NON TASSABILI E ACCESSO AL FONDO PER LA DIFFERENZA

ATTENZIONE CHI HA TRANSATO POTRA’ AVERE ACCESSO AL FONDO DI RISTORO FINANZIARIO PER LA DIFFERENZA NON TRANSATA.

 

Ancora una volta l’Associazione Ezzelino da Onara aveva visto giusto.

Gli indennizzi del 15% e del 50% NON SONO TASSABILI.

Come da conferma della Agenzia delle Entrate e da una lettera di Banca Intesa San Paolo

Grazie ai professionisti Tributarista Loris Mazzon e al Prof. Avv. Rodolfo Bettiol  che ancora una volta avevano dato le giuste indicazioni, in pochi avevano capito creando solo confusione, commenti insensati causa di ansie nei risparmiatori ancora una volta divisi su un problema che non c’era dettato chissà da quale ragione. vedi https://ezzelinodaonara.org/2017/05/22/beffa-transazione-non-e-tassabile/

ATTENZIONE CHI HA TRANSATO POTRA’ AVERE ACCESSO AL FONDO DI RISTORO FINANZIARIO PER LA DIFFERENZA NON TRANSATA.

Invitiamo tutti i risparmiatori a fare la pre-adesione compilando il modulo al seguente link https://ezzelinodaonara.org/pre-adesioni-al-fondo-di-ristoro-finanziario-risparmio-tradito/

 

Prossimi incontri risparmiatori traditi

Invito a partecipare ai prossimi incontri :

-Venerdì 16 febbraio 2018 ore 20,30

Organizza Comune di Volpago del Montello

Sala Pastro Ex Municipio

Via Schiavonesca Nuova 258

Volpago del Montello TV

-Lunedì 19 febbraio 2018 ore 20,00

Sala Ristorante Sella

Via Zovo 52

Gambugliano VI

IL RISPARMIO TRADITO

VIENE RISARCITO

Veneto Banca-Banca Popolare di Vicenza

La legge di Bilancio, approvata il 23 dicembre 2017, istituisce un Fondo per risarcire gli azionisti ed obbligazionisti, risparmiatori traditi, di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

– Ultime notizie sulla norma istitutiva del fondo risparmio tradito i 100 Milioni della prima dotazione in realtà sono già miliardi per i risparmiatori traditi

– Cosa sta avvenendo sul piano penale ?

– Il passaggio dei correntisti a Banca Intesa: quali problematiche? Condizioni modificate?

– Tempi e prospettive per i risarcimenti con il Fondo alimentato dai conti dormienti attualmente unica strada concreta e senza rischi di spese legali inutili

 

Commissione Regionale Banche

Illustre Governatore Regione Veneto  Luca Zaia

Illustre Presidente Consiglio Regione Veneto Roberto Ciambetti

Nel ringraziare il Governatore Luca Zaia per avere mantenuto ancora una volta gli impegni presi, con la nuova commissione regionale di inchiesta sul dramma delle ex banche popolari venete, ritenendo che ci siano questioni di estrema urgenza, chiediamo la possibilità di partecipare domani 15/2/2018  alla prima seduta della nuova commissione o se non fosse possibile di essere auditi  nei prossimi giorni.
Restando a Vostra completa disposizione in attesa porgiamo cordiali saluti
Patrizio Miatello tel 3357431389
Ezzelino III da Onara
Giustizia Risparmiatori

Catastrofi economiche Ex Banca popolare di Vicenza e ex Veneto Banca

RISPARMIO TRADITO VA RESTITUITO IL 15 FEBBRAIO RIAPRE LA COMMISSIONE REGIONALE DI INCHIESTA SULLE 2 EX BANCA POPOLARE DI VICENZA E EX VENETO BANCA

1) Punto della situazione. Viene chiarita l’importanza del fondo governativo istituito, essendo il primo ed unico strumento al mondo che come principio, andrà a risarcire anche ex azionisti (risparmiatori traditi trasformati in azionisti), votato all’unanimità da tutti i gruppi parlamentari.

2) Fondo Governativo risparmio tradito  tutti i risparmiatori che, accantonando i risparmi sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito, dovranno avere possibilità di accesso al Fondo Vittime.

Il ristoro utilizzerà le risorse di cui al comma 345 della legge 266/2005 il quale recita:

«Il fondo è alimentato dall’importo dei conti correnti  e  dei rapporti bancari definiti  come  dormienti  all’interno  del  sistema bancario nonché del comparto assicurativo  e  finanziario…..»

È pertanto un dovere della politica, trasferire al fondo vittime le somme dei conti dormienti, di cui non abbiamo un importo definitivo, che ci aspettiamo venga ufficializzato.

Si ritengono i 100 milioni della prima dotazione, la somma iniziale, che in base agli accessi al fondo dovrà essere immediatamente alimentata sulla base dei conti dormienti, secondo quanto previsto dalla legge 266/2005

L’accesso al fondo dovrà considerare le eventuali priorità in ordine cronologico, da calcolarsi mediante l’applicazione combinata di più coefficienti favorendo i casi di maggiore necessità, tutti i risparmiatori traditi dovranno essere risarciti al 100% senza nessun limite

Proposta di semplificazione criteri di priorità e modalità operative di gestione del Fondo Vittime dei reati Finanziari.

3) semplificazione della presentazione delle domande all’ANAC

4) Iniziative urgenti a difesa per i risparmiatori trasformati in debitori (NPL). Verifica e supervisione individuale delle dinamiche di passaggio a finanziarie, di ogni pratica di credito deteriorato passato alla SGA.

5) Sollecito dell’incontro con Banca Intesa San Paolo, riguardate i 100 milioni destinati a casi sociali, costi di gestione conto corrente e tenuta titoli, appianamento e messa in sicurezza delle posizioni ex soci risparmiatori trasformati in debitori.

6) Impegno e proposte di Governo e Regione Veneto per soluzione urgente al problema NPL ex Banche Popolari Venete. Individuazione di soluzioni alternative alla cartolarizzazione a prezzi di saldo degli NPL a favore di soggetti privati per evitare una provabile spirale di recessione economica e la conseguente chiusura delle imprese, abbassamento incontrollato dei valori immobiliari e maggiori oneri sociali a carico della collettività.

7) Carta del risparmio a tutela art 47 della costituzione

8) Possibilità di cessione dei titoli azionari delle 2 banche in LCA privi di valore, attualmente congelati dai liquidatori.

9) Sequestri cautelativi da reati finanziari, impegno di trasferimento nel fondo per i risparmiatori traditi.

Servizio TG Patrizio Miatello

tavolo emergenza sociale gestione NPL Banca Popolare Vicenza e Veneto banca in L.C.A.

– Mentre l’opertivita del Fondo per le vittime dei reati finanziari è prevista entro il primo semestre
– pur contraddittorie le recenti decisioni dei GIP di Vicenza e Roma aprono prospettive sulla responsabilità delle due popolari in LCA, in parte anche su Banca Intesa San Paolo chiamata almeno a Roma a rispondere dei danni procurati da Veneto Banca
Banca Intesa San Paolo procede ignorando le esigenze del territorio ed il contesto criminale nel quale si sono bruciati i risparmi di generazione di veneti-
In particolare: l’assurda pretesa di rientro da fidi  garantiti da azioni delle popolari, azzerate di valore e l’automatica segnalazione al Registro dei cattivi pagatori….fa perdere l’affidabilità bancaria, spingendo  -nella tragica emergenza- nelle mani dell’usura.
Ancora: la ricerca di recuperare un credito -infondato!- comporta l’avviso di procedure che portano alla esecuzione del patrimoni rappresentato in primis dalla casa del risparmiatore e dello stesso capannone per chi svolge attività artigiana o di micro impresa.
E’ evidente che sono in aumento stati di disperazione e un rancore sociale che merita tutta l’attenzione dei Prefetti ai quali ci siamo rivolti per una questione proprio di ordine pubblico.
Abbiamo anche coinvolto Il Governo, ed Il presidente Zaia perché nel passaggio dei NPL alla SGA ci sia un intervento di tutela del Territorio.
Comunicazione inviata a:
Governo Sottosegretario Pier Paolo Baretta
Regione Veneto Governatore Luca Zaia
Prefetti del Veneto
Commissione Parlamentare Banche Presidente Casini, Brunetta, Marino a tutti i parlamentari
Alla Politica

Oggetto: convocazione tavolo emergenza sociale gestione NPL Banca Popolare Vicenza e Veneto banca in L.C.A.

Come noto con la legge 31 luglio 2017, n. 121, si è proceduto alla conversione con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. ex cooperative.

In questi giorni si attendono i decreti di formalizzazione che porteranno alla definizione delle procedure, in particolare alla cessione dei crediti delle due Popolari, non recepiti da Banca Intesa San Paolo, in capo alla SGA società che dovrà procedere all’ottimizzazione di tale posta ai fini della liquidazione, questi decreti dovranno evitare in maniera assoluta la possibilità di speculazione a ulteriore danno dei risparmiatori e delle imprese :

1) evitare cartolarizzazioni selvagge dei crediti deteriorati soprattutto quelli delle micro e piccole imprese

2) prevedere l’assegnazione della gestione di parte degli asset anche a soggetti esterni ad SGA (Istituzionali o sottoposti a controllo pubblico).

3) garantire la condivisione della gestione di parte degli asset a soggetti istituzionali o sottoposti a controllo pubblico operanti nel territorio

4) preferire soluzioni capaci di valorizzare i crediti deteriorati, piuttosto che mirare ad una mera cartolarizzazione degli stessi agli attuali prezzi di mercato speculativi, con l’obbiettivo di garantire la ripresa, l’operatività e la sopravvivenza delle piccole e micro imprese, spina dorsale della nostra economia

E’ particolarmente urgente che i decreti di attuazione non pregiudichino in maniera irreversibile anche le prospettive aperte dalla legge di Bilancio 205 del dicembre scorso, che ha istituto il Fondo vittime da reati finanziari alimentato con i conti dormienti senza alcun peso nelle casse pubbliche che dovrà rimborsare al 100% tutti i risparmiatori vittime senza alcun tipo di paletto agevolando al massimo le istruttorie di accesso al fondo.  Nell’iter parlamentare si è sviluppato un positivo confronto tra Gruppi parlamentari, Governo ed associazioni di tutela dei risparmiatori che ha portato al voto unanime, testimoniando che una buona politica è possibile se si converge, mettendo in gioco competenze e responsabilità.

Sarebbe drammatico che mentre lo Stato interviene per risarcire i risparmiatori traditi questi vedano il  loro patrimoni aggrediti da procedure esecutorie.

In questa sede portiamo all’attenzione lo scenario drammatico di una gestione iusta alligata degli NPL No performing Loan senza tener conto di come sono maturati quei crediti fasulli.

Richiamiamo l’autorevole lavoro della  Commissione d’Inchiesta Parlamentare banche, presieduta dall’ on.le Casini, dall’on.le Renato Brunetta, dall’on.le Mauro Maria Marino e da tutti gli altri 39 on.li  che hanno evidenziato e certificato la prassi aziendale di condizionare l’erogazione di fidi necessari per l’attività di imprese o esigenze primarie delle famiglie, di un mutuo con l’obbligo di acquisto di azioni e con l’ostracismo alle richieste di vendere quelle già possedute. Il prestito veniva reso attraente da tassi pressoché simbolici anche inferiori all’1%.

Ora tali creditori non disponendo più della garanzia delle quote azionarie ora trasformate in azioni, sono minacciati con procedure esecutorie che travolgono l’attività imprenditoriale e la stessa casa, ricondotte ope legis a garanzia del creditore, anche quando non gravata del mutuo con ipoteca.

La situazione interessa migliaia di piccole e medie imprese, famiglie che sono state di fatto messe nell’impossibilità di cedere le quote azionarie a partire dal 2013, salvo eccezioni per gli “amici vergognosi” dei Vertici bancari che hanno dato luogo al fenomeno degli scavalcati sanzionato sia da CONSOB che dalla BCE.

Con il passaggio dei c/c a Banca Intesa San Paolo si sta verificando un approccio algidamente tecnico: si ignorano le origini del fido e se ne chiede il rientro. Al mancato rientro viene proposta il rinnovo con tassi del 20,450% insostenibili oggettivamente, con commissioni applicate unilateralmente senza nessuna possibilità di contestazione,

Segnaliamo che il GIP  di Vicenza  ha chiamato a rispondere dei danni arrecati ai risparmiatori anche Banca Popolare di Vicenza LCA,  dando solida base alla resistenza della vittima dei reati, ma il profilo penale non frena  la devastante segnalazione in automatico al registro dei “cattivi pagatori” con perdita di affidabilità nell’ambito del credito finanziario e sostanziale spinta verso l’usura!

Il rischio assai concreto di procedure esecutive sul patrimonio personale, vale sottolineare spesso rappresentato dalla abitazione, e  dagli immobili per le attività delle imprese

Le dichiarazioni di Banca Intesa di attenzione al Territorio non trovano conferma nelle centinaia di segnalazioni che pervengono alle scriventi associazioni, che intercettano il disagio di oltre 20.000 risparmiatori traditi e rappresentano il punto di riferimento per la comunità dei risparmiatori coinvolti dal 2014 in un incubo che ha portato a stati diffusi di depressione.

Centinaia sono gli interventi, che hanno del miracoloso, del centro regionale di supporto psicologico  In-Oltre tel 8003343443 e dei nostri operatori sul territorio diretti a dissuadere da gesti tragici, purtroppo non sempre con successo come evidenzia la lunga e dolorosa teoria dei suicidi in relazione disseto delle due popolari ma anche alla mancanza di un’adeguata capacità di dare risposte e prospettive concrete.

La situazione è di assoluta e estrema emergenza, le ipoteche a rischio nel territorio del nord est sono 300.000 (200.000 per ex Bpvi e 100.000 per ex Veneto Banca).

Le decisioni ondivaghe della magistratura: il GIP di Vicenza non chiama in giudizio a rispondere  Banca Intesa al contrario di quanto deciso dal GIP di Roma, i sequestri  per i reati finanziari vengono sottratti ancora una volta ai risparmiatori vittime, vedi ultimo sequestro € 106 milioni che  rischia di andare esclusivamente allo Stato ad ulteriore danno dei risparmiatori ancora una volta vittime.

Ci rivolgiamo anche ai Prefetti del Veneto perché l’emergenza, a nostro avviso, ha la caratteristiche di ordine pubblico che non è messo a rischio solo da violenze o disordine nelle piazze, ma anche dal disarmo civile, perdita di fiducia nelle istituzioni, disperazione e distruzione di capitale sociale rappresentato dal diritto all’abitazione, al diritto di fare impresa ed ad una giustizia rapida e comprensibile.

Prevenire la rabbia sociale specie in capo a persone miti e laboriose che hanno creato un modello economico studiato e invidiato da tutto il mondo, non è questione che può attendere il termine della campagna elettorale o le decisioni di vertici bancari che neppure celano i profitti derivati dall’operazione di acquisto per € 1,00 delle due popolari, la politica non può e non deve più aspettare,  di tempo purtroppo ne è stato perso troppo e incombe il rischio concreto di danni irreversibili.

Proponiamo che nel Vostro ambito, giuste le necessarie intelligenze, venga promosso un tavolo per ascoltare quanto sta succedendo e cogliere il contributo di chi conosce e condivide fin nel profondo il disagio esistenziale delle vittime.

Questa tragedia recide la fiducia che è il legante di ogni comunità solidale, quella veneta in particolare;  avvelenando i pozzi della democrazia si spinge a chiudersi in se stessi seppellendo ogni la speranza  per un futuro.

Ci rivolgiamo alla Vostra autorevolezza, fiduciosi che con la Vostra competenza possiate dare ragione di una speranza responsabile e prevenire danni irreversibili.

Nel confermarci a disposizione per ogni ulteriore precisazioni e grati di una sollecitudine che richiede l’emergenza denunciata, porgiamo deferenti ossequi.

CODACONS Franco Conte

ADUSBEF Fulvio Cavallari

Casa del consumatore Elena Bertorelli

A.N.L.A. Lando Arbizzani

Senior Italia già Federanziani Veneto Vincenzo Giglio

Apindustria Veneto Ivan Palasgo presidente CONFAPI Veneto

Ezzelino III da Onara Giustizia Risparmiatori Patrizio Miatello

al minuto 5:44

MORSA MORTALE IMPRESE VITTIME EX VENETO BANCA E BANCA POPOLARE DI VICENZA

EMERGENZA IMPRESE VENETE A RISCHIO TUTTO IL SISTEMA NORDEST

Basta alla morsa mortale, che le Imprese e imprenditori stanno subendo a causa della truffa colossale di massa di ex Veneto Banca e ex  Banca Popolare di Vicenza.

Appello di immediato intervento da parte di tutte le forze politiche, per la costituzione di un fondo imprese vittime da reati finanziari.

Banca Intesa San Paolo aiutare le imprese vittime della colossale truffa ex popolari venete, aumenterà gli utili molto di più.

 

Venzo Art  gioielli di vita da vivere sostiene giustizia risparmiatori