emergenza sociale gestione NPL Banca Popolare Vicenza e Veneto banca in L.C.A.

Lettera al Ministro che consegno oggi  accellerare procedure risarcimento risparmiatori vittime di reati finanziari.

S. E. Ministro dell’ Interno

On.le Marco Minnniti

Sottosegretario On. Pier Paolo Baretta

Come noto con la legge 31 luglio 2017, n. 121, si è proceduto alla conversione con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A., ex società cooperative.

Ieri è stato emanato il comunicato con i quali i commissari liquidatori, ai sensi dell’art. 86, comma 5 TUB, hanno indicato il termine del 23 aprile 2018 per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo delle banche.

All’esito della due diligence sono state prospettate le cessioni dei crediti deteriorati delle due Popolari in capo alla SGA, società che dovrà procedere all’ottimizzazione di tale posta ai fini della liquidazione.

E’ particolarmente urgente che i decreti di attuazione non pregiudichino in maniera irreversibile anche le prospettive aperte dalla legge di Bilancio 205 del dicembre scorso, istitutiva del Fondo vittime da reati finanziari. Sarebbe drammatico che, mentre lo Stato interviene per risarcire i risparmiatori traditi, questi vedano i loro patrimoni aggrediti da procedure esecutive.

In questa sede portiamo all’attenzione lo scenario drammatico di una mera gestione “burocratica” degli NPL – No performing Loan- senza tener conto del contesto di illiceità in cui tali crediti sono maturati.

Nel merito richiamiamo l’autorevole lavoro della Commissione d’Inchiesta Parlamentare banche, presieduta dall’ On.le Pier Ferdinando Casini, dall’On.le Renato Brunetta, dall’On.le Mauro Maria Marino e da tutti gli altri parlamentari, che hanno evidenziato e certificato la prassi aziendale di condizionare l’erogazione di fidi, necessari per l’attività di impresa o delle esigenze primarie delle famiglie o delle richieste di mutuo, con l’obbligo di acquisto di azioni e con l’ostruzionismo alle richieste di vendere quelle già possedute. Il prestito veniva reso attraente da tassi pressoché simbolici anche inferiori all’1%.

Ora tali creditori non disponendo più della garanzia costituita dalle quote azionarie, ad oggi dal valore azzerato, sono a rischio reale di procedure esecutorie che travolgono l’attività imprenditoriale e la stessa casa.

La situazione interessa migliaia di piccole e medie imprese, famiglie che sono state di fatto messe nell’impossibilità di cedere le quote azionarie a partire dal 2013, salvo eccezioni vergognose per gli “amici” dei Vertici bancari, che hanno dato luogo al fenomeno degli scavalcati, sanzionate sia da CONSOB che dalla BCE.

Con il passaggio dei conti correnti a Banca Intesa San Paolo si sta verificando un approccio algidamente tecnico: si ignorano le origini del fido e se ne chiede il rientro. Al mancato rientro viene proposto il rinnovo con tassi del 20,450%, insostenibili oggettivamente, con commissioni applicate unilateralmente senza nessuna possibilità di contestazione.

Segnaliamo che il GUP di Vicenza ha chiamato a rispondere dei danni arrecati ai risparmiatori anche Banca Popolare di Vicenza LCA, con ciò confermando la fondatezza del diritto al risarcimento dei risparmiatori. Resta l’irreparabile effetto della segnalazione in automatico al registro dei “cattivi pagatori” con perdita dell’affidabilità bancaria nell’ambito del credito finanziario. Ciò peraltro comporta un’oggettiva spinta verso l’usura.

Il rischio assai concreto di procedure esecutive sul patrimonio, come accennato, colpisce spesso le abitazioni personali oppure gli immobili per le attività delle imprese.

Le dichiarazioni di Banca Intesa di attenzione al Territorio non trovano conferma nelle centinaia di segnalazioni che pervengono alle scriventi associazioni, che intercettano il disagio di oltre 50.000 risparmiatori traditi e rappresentano il punto di riferimento per la comunità dei risparmiatori coinvolti dal 2014 in un incubo che ha portato a dissuasi stati di depressione.

Centinaia sono gli interventi miracolosi del centro regionale di supporto psicologico ” In-Oltre” e dei nostri operatori, diretti a dissuadere da gesti tragici, purtroppo non sempre con successo, come evidenzia la lunga e dolorosa teoria dei suicidi in relazione al dissesto delle due popolari ma anche alla mancanza di un’adeguata capacità di dare risposte adeguate e prospettive concrete.

La situazione è di assoluta ed estrema emergenza, le ipoteche a rischio nel territorio del nord est sono 300.000 (200.000 per ex Bpvi e 100.000 per ex Veneto Banca).

Ci siamo rivolti ai Prefetti del Veneto con nota di contenuto analogo alla presente.

L’emergenza, a nostro avviso, ha la caratteristiche di ordine pubblico, ordine che non è messo a rischio solo da violenze o disordine nelle piazze, ma anche dal disarmo civile, perdita di fiducia nelle istituzioni, disperazione e distruzione di capitale sociale, rappresentato dal diritto all’abitazione, dal diritto di fare impresa ed ad una giustizia rapida e comprensibile.

Contenere la rabbia sociale, specie in capo a persone miti e laboriose che hanno creato un modello economico studiato e invidiato da tutto il mondo, non è questione che può attendere il termine della campagna elettorale né le decisioni di vertici bancari di Intesa. Questi ultimi, peraltro,  palesano in bilancio i profitti derivati dell’operazione di acquisto per € 1,00 delle due popolari.

Quanto sopra premesso si chiede a s.e. Ministro 

– di attivarsi, in seguito all’individuazione del Prefetto di riferimento, affinché si proceda con urgenza alla convocazione delle scriventi associazioni  

– di attivarsi nei confronti di Banca Intesa affinché sospenda le azioni esecutorie e le segnalazioni nell’elenco dei “cattivi pagatori”, almeno sino a quando sarà chiarito se e come è in arrivo un risarcimento adeguato e congruo che consentirebbe di definire le posizioni di fido senza drammi sociali come la perdita della casa, del capannone o dell’affidabilità bancaria necessaria per poter proseguire l’atitvità imprenditoriale.

– di creare un tavolo di lavoro tra il Governo e le Associazioni scriventi, al fine trovare soluzioni condivise idonee ad arginare la drammatica situazione in cui si trovano migliaia di risparmiatori, famigli e risparmiatori.

Al Sottosegretario chiediamo di non consentire ritardi nella stesura del. Regolamento di attuazione e sincronizzare l’ANAC, delegata per l’istruzione delle domande di risarcimento, in maniera che le somme siano tempestivamente a disposizione dei casi più urgenti: disabilità, età, mancaza di reddito di lavoro.

Questa tragedia recide la fiducia che è il legante di ogni comunità solidale, quella veneta in particolare; avvelenando i pozzi della democrazia, si spinge alla chiusura in se stessi, seppellendo ogni speranza di futuro.

Ci rivolgiamo alla Vostra autorevolezza, fiduciosi che con la Vostra competenza possiate dare ragione di una speranza responsabile e prevenire danni irreversibili.

Nel confermarci a disposizione per ogni ulteriore precisazione e auspicando un intervento sollecito stante l’emergenza denunciata, porgiamo 

Cordiali saluti

p. Adusbef

p. Casa del Consumatore

p. Codacons

p. Ezzelino III da Onara

p. Unione Nazionale Consumatori

p. Consumatori Attivi

p. Assoutenti 

Patrizio Miatello tel 3357431389

image

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...